Ciao Signore, sono io. Scritti di Cristina Sportelli
a cura di Mattia Gallegati
Chi ha il desiderio di conoscere Cristina Sportelli, attraverso questo libro potrà prendere contatto diretto con lei. Il centro di questa pubblicazione, infatti, sono le sue parole, quelle che scriveva nel suo diario. Un diario che con lo scorrere delle pagine diventa qualcos’altro. Pagina dopo pagina gli scritti diventano preghiera. Il tu a cui Cristina si rivolge è inizialmente astratto – un “caro diario” appunto – ma poi diviene molto concreto. Un Tu che ascolta, a cui può consegnare ogni preoccupazione, ma anche le cose belle della sua vita. Un Tu di fronte al quale riconosce le proprie mancanze nel rapporto con gli altri e con Dio, un Tu dal quale percepisce ascolto e verso il quale prova un’immensa gratitudine. Quel Tu è Gesù che Cristina sperimenta vivo, presente, vicino, amico.
Chi conosceva già Cristina perché l’ha incontrata o perché aveva già letto qualche suo scritto, attraverso queste pagine potrà approfondire la sua figura. La maggior parte dei testi di questo volume, infatti, sono inediti. Per la presente raccolta, inoltre, si è scelto di riportare le pagine del diario per intero, ovvero dalla data iniziale alla firma conclusiva. Questo dà modo al lettore di apprezzare lo svolgersi integrale del suo percorso spirituale. Questo svolgimento testimonia come un’evoluzione in Cristina mentre scrive. Pare di assistere a ciò che accade durante la preghiera. Quasi sempre, infatti, siamo testimoni di Cristina che avvia il dialogo, mossa da un particolare stato d’animo (preoccupazione, tristezza, gioia…) cui segue un’esperienza di ascolto che le suscita gratitudine e il pensiero/preghiera per gli altri.
Cristina ci ha lasciato da ormai 20 anni e forse è sempre più chiaro per chi l’ha conosciuta che era una persona straordinaria, dalla personalità luminosa, estroversa, coinvolgente, capace di creare legami e comunione. Chi ha sperimentato il suo affetto porta ancora un segno profondo e indimenticabile nel cuore. Tuttavia, questo libro non vuole celebrare una persona e i suoi doni ma piuttosto provare a coglierne il segreto. Da dove le veniva tanto amore per chi le era vicino? Cosa la spingeva a mettersi in gioco tanto coraggiosamente nelle relazioni e in quello che faceva? Da dove le veniva l’energia per spendersi con così tanta passione nell’educazione dei più piccoli in parrocchia e a scuola? Qual era la fonte della sua allegria contagiosa e del suo amore per la vita? Queste pagine ci portano nella stanza più intima del suo cuore, quella del rapporto con il Signore. Cristina ha vissuto problemi, dubbi e difficoltà come tutti – oltre a una grave e precoce malattia – ma credo che fosse questo legame, vissuto tanto intensamente e senza filtri, il suo segreto. Credo che in quella stanza ci fosse talmente tanta luce da illuminare tutto.
Incontri di presentazione