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Il Codice di Camaldoli – un rinnovato impegno dei cattolici

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Di Paolo Castellari
L’anniversario del Codice di Camaldoli, celebrato nel mese di luglio 2023, ha suscitato un notevole interesse presso persone pensose, protese alla ricerca di una nuova progettualità sociale e politica. Viviamo, infatti, in un contesto storico-culturale in cui, come ha incisivamente sottolineato il cardinale Matteo Zuppi, uno dei problemi di oggi è «il divorzio tra cultura e politica, non solo per i cattolici, […] con il risultato di una politica epidermica, a volte ignorante, del giorno per giorno, con poche visioni, segnata da interessi modesti ma molto enfatizzati».
Il Codice nacque in uno dei momenti più bui della notte rappresentata dalla Seconda guerra mondiale. Pio XII chiese ai cattolici di uscire dalla loro passività e di prendere l’iniziativa nella ricostruzione della società e dell’ordine internazionale. Incitò i Laureati cattolici a passare all’azione sul piano culturale, traducendo l’insegnamento sociale della Chiesa in un linguaggio politico, comprensibile a tutti.
Una nuova presenza politica poteva nascere da una nuova cultura.
I Laureati cattolici accolsero, pertanto, l’appello di Pio XII e tradussero l’insegnamento sociale della Chiesa in analisi e proposte sui problemi del tempo: economia, politica, società, famiglia, cultura, educazione. Si sa che il Codice di Camaldoli preparò l’inchiostro con cui venne scritta in gran parte la Costituzione italiana.
Ciò che colpisce è che il Codice di Camaldoli coinvolse soprattutto persone giovani poco più che ventenni (Aldo Moro, Giulio Andreotti), trentenni (Paolo Emilio Taviani, Sergio Paronetto) o quarantenni (Giorgio La Pira, Ezio Vanoni, Pasquale Saraceno, Amintore Fanfani). Essi mostrarono l’audacia di chi crede in una visione evangelica della società e prende la propria responsabilità, non rimanendo a guardare dalla finestra i problemi della povera gente, delle guerre che distruggono i popoli.
Nell’elaborare un nuovo pensiero e una nuova cultura politica, a fronte della complessità globale, della terza guerra mondiale a pezzi, delle epidemie, delle migrazioni, dei cambiamenti climatici, troveremo nuove generazioni di giovani intellettuali, professionisti, giuristi, economisti, politici?
L’aggiornamento dell’insegnamento sociale della Chiesa, effettuato da Benedetto XVI e da papa Francesco, li attende, affinché, i cattolici, come ebbe a dire più volte Giuseppe Lazzati, sappiano tradurlo in linguaggio politico. Il mondo cattolico italiano soffre ormai di un complesso di inferiorità, quanto a cultura, a progettualità, a organizzazione degli stessi cattolici, a impegno a preparare nuove rappresentanze politiche.
Il generoso impegno del dott. Paolo Castellari si pone lungo il percorso di una rilettura e di una riscoperta del Codice di Camaldoli e, conseguentemente, dei fondamenti dell’impegno politico dei cattolici. Si tratta, quindi, non solo di una rilettura della storia, ma del recupero di uno slancio profetico anche nelle contingenze del nostro tempo.
+ Mario Toso
Vescovo di Faenza-Modigliana
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